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Il MINISTRO DEL LAVORO MARINA CALDERONE A FERTILIA PER IL BATTESIMO DELLA LA RETE DELLE CITTÀ DI FONDAZIONE

L’11 settembre sarà il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, la madrina della Rete delle “Città del 900”.
L’Italia del Novecento si ritrova in Sardegna: undici Comuni firmano l’accordo per una nuova rete nazionale dedicata all’architettura, alla memoria e al futuro delle città nate dalla grande stagione urbanistica del XX secolo.

DA FERTILIA, NOVANT’ANNI DOPO LA SUA FONDAZIONE, PARTE UN PROGETTO DESTINATO A METTERE IN RETE UN PATRIMONIO URBANO, ARCHITETTONICO E CULTURALE DI DIMENSIONE NAZIONALE

Ci sono luoghi che raccontano una storia. E ci sono luoghi che da questo racconto traggono la visione per guardare al futuro.
Sarà Fertilia, nel territorio di Alghero, la località scelta per una giornata destinata ad assumere un significato particolare nella storia delle città italiane: l’11 settembre 2026 undici Comuni sottoscriveranno l’Accordo di scopo che dà vita alla “Rete Nazionale delle Città di Fondazione – CITTÀ DEL ’900”.
Latina, Tresignana, Fertilia- Alghero, Arborea, Carbonia, Guidonia Montecelio, Pomezia, Pontinia, Predappio, Sabaudia e Torviscosa si ritroveranno insieme per affermare una convinzione precisa: il patrimonio urbano e architettonico del Novecento non è una somma di vicende locali, ma costituisce una parte significativa della storia nazionale.
La scelta di Fertilia non è casuale.
Fertilia è una città di fondazione nata ufficialmente nel 1936, nel contesto della trasformazione della Nurra e delle grandi opere di bonifica. Il suo impianto urbano conserva ancora oggi importanti caratteri razionalisti e il suo percorso storico è stato caratterizzato, nel secondo dopoguerra, dall’arrivo degli esuli provenienti dall’Istria e dalla Dalmazia. Una vicenda dall’enorme portata umana e sociale, che ha visto realizzarsi in questa piccola cittadina un esempio virtuoso di integrazione e cooperazione.
Nel 2026 Fertilia celebra inoltre novant’anni dalla sua fondazione: un anniversario che rende ancora più simbolica la scelta di affidare proprio a questa borgata il compito di ospitare la nascita della nuova Rete nazionale.

NON SOLO UNA FIRMA, MA UNA SVOLTA

La firma dell’Accordo rappresenta l’avvio di un progetto destinato a mettere in relazione città e territori differenti, uniti da una comune esperienza di trasformazione urbana, sociale e territoriale avvenuta nel corso del Novecento.

Sono città nate da grandi progetti di bonifica, dalla pianificazione urbanistica, dall’industrializzazione, dalla trasformazione agricola e dalle migrazioni. Città che hanno rappresentato, ciascuna con la propria storia, un laboratorio dell’Italia moderna.
Il loro patrimonio comprende piazze, edifici pubblici, assi urbani, architetture, quartieri, paesaggi e infrastrutture che ancora oggi raccontano la straordinaria stagione dell’urbanistica italiana del XX secolo.
Questi luoghi raccontano il lavoro, le migrazioni, la bonifica e la trasformazione del territorio. Ci parlano di comunità che hanno lasciato le proprie terre per costruire nuove città. Ci mostrano le tragedie e le fratture del Novecento, ma anche la capacità delle persone di trasformare una storia difficile in un futuro migliore.

IL NOVECENTO ITALIANO DIVENTA UNA RETE

L’ambizione della nuova Rete è quella di superare la dimensione strettamente locale e costruire una grande piattaforma nazionale di collaborazione tra Comuni.
L’obiettivo sarà promuovere la conoscenza e la valorizzazione delle Città di Fondazione attraverso iniziative culturali, scientifiche, formative e turistiche; sviluppare progetti comuni; favorire la tutela e la rigenerazione del patrimonio architettonico; promuovere studi, mostre, pubblicazioni, eventi e attività didattiche; creare nuove opportunità di promozione territoriale e partecipare a programmi di finanziamento regionali, nazionali ed europei.
Tra gli obiettivi più ambiziosi vi è anche la volontà di lavorare insieme per il riconoscimento internazionale dell’architettura razionalista e del patrimonio urbano del Novecento.
Una prospettiva che potrebbe portare le Città di Fondazione italiane a diventare una delle grandi narrazioni culturali del Paese.

FERTILIA, IL LUOGO SIMBOLO

La scelta di Fertilia assume, in questo contesto, un valore che va oltre la sua straordinaria architettura.
La città nacque nel 1936 all’interno della stagione delle grandi bonifiche della Nurra. Il suo sviluppo urbanistico fu legato ai modelli della città-giardino e al razionalismo, con un impianto ancora oggi riconoscibile negli assi urbani, nelle piazze e negli edifici.
Nel secondo dopoguerra Fertilia divenne anche luogo di arrivo e di insediamento per gli esuli giuliano-dalmati, aggiungendo alla sua identità originaria una nuova dimensione fatta di memoria, accoglienza e incontro tra comunità differenti.
È questa stratificazione a rendere Fertilia particolarmente significativa.
Una città nata da un progetto del Novecento che, attraversando le contraddizioni e le ferite di quel secolo, è diventata nel tempo una comunità capace di costruire una propria identità plurale.

DALLE CITTÀ DEL PASSATO ALLE CITTÀ DEL FUTURO

Il messaggio che arriverà da Fertilia sarà anche culturale e civile.
Le Città di Fondazione non devono essere considerate semplicemente come testimonianze di un’epoca conclusa, ma come città vive, territori nei quali abitano comunità, nei quali si sviluppano attività economiche e culturali, e dove il patrimonio storico convive con le esigenze della contemporaneità.
Per questo la nuova Rete nasce con uno sguardo rivolto al futuro.
L’obiettivo non è soltanto conservare gli edifici e raccontare la storia, ma rigenerare i luoghi, creare nuove occasioni culturali e turistiche, valorizzare il paesaggio, coinvolgere le nuove generazioni e trasformare il patrimonio del Novecento in una risorsa per l’Italia di domani.
È una sfida ambiziosa: dimostrare che ciò che è stato progettato quasi un secolo fa può ancora produrre cultura, identità, economia e innovazione.

UNA MAPPA DELL’ITALIA CHE CAMBIA

La firma di Fertilia metterà idealmente sulla stessa carta città lontane centinaia di chilometri.
Dal Lazio alla Sardegna, dall’Emilia-Romagna al Friuli-Venezia Giulia, il progetto mette in relazione esperienze diverse ma accomunate da una medesima vicenda: quella di città nate o profondamente trasformate nel Novecento attraverso una precisa idea di territorio e di comunità.
La Rete sarà inoltre aperta a nuove adesioni, con l’obiettivo di coinvolgere progressivamente altre amministrazioni italiane che condividano la stessa identità e le medesime finalità.
Potrà così nascere, nel tempo, una vera e propria mappa nazionale delle Città del ’900.
Un patrimonio da leggere non soltanto attraverso l’architettura, ma anche attraverso la storia sociale e civile dell’Italia.

L’11 SETTEMBRE 2026

La data dell’11 settembre resterà dunque legata a un momento particolare: quello in cui alcune amministrazioni locali hanno deciso di trasformare una memoria condivisa in un progetto comune.
A Fertilia, nel novantesimo anno dalla sua fondazione, le Città di Fondazione italiane scelgono di guardare avanti.
Non certo per cancellare il passato, ma per conoscerlo, studiarlo e valorizzarlo.
Perché nelle loro piazze, nelle loro architetture, nei loro paesaggi e nelle loro comunità c’è una parte dell’Italia che ha contribuito a costruire il Paese contemporaneo, e che oggi può diventare una parte importante dell’Italia del futuro.
L’11 settembre 2026, a Fertilia, con la nascita della Rete tra Comuni, prenderà forma un nuovo modo di raccontare, proteggere e valorizzare l’Italia del Novecento

IL LEGAME TRA IL MINISTRO CALDERONE E FERTILIA SI CONSOLIDA

La presenza del Ministro rappresenta un importante segno del suo profondo legame con Fertilia e con la comunità degli Esuli di Istria, Fiume e Dalmazia che hanno trovato in Sardegna una terra generosa pronta ad accoglierli.

Sarda e figlia di esuli fuggiti dalla cittadina mineraria di Arsia, la presenza del Ministro Calderone rende onore alla nostra comunità e conferma il suo forte attaccamento con la piccola Città giuliana di Sardegna, che ha già visitato in occasione dell’arrivo del Treno del Ricordo nel 2025 e poi per la cerimonia iniziale delle celebrazioni del 90° Anniversario.

Ad attenderla è prevista anche una delegazione istriana dell’Unione Italiana in rappresentanza della Città di Fondazione di Arsia, esempio di architettura del 900 e di italianità delle terre istriane oggi in Croazia, in cui nacque la madre del Ministro.

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